A causa del maltempo, si è svolta ieri sera al Teatro Cassero, nell’ambito di “Castello in DVD”, la cerimonia con cui la Città di Castel San Pietro Terme ha conferito a Vito Lazazzara il titolo di “Castellano dell’Anno 2026” e ha assegnato due menzioni speciali ad Alberto Capolungo, presidente dell’Associazione Vittime della Uno Bianca, e alle sei pioniere del Team “No Problem!”. I tre riconoscimenti hanno espresso un’idea concreta di cittadinanza: mettersi al servizio degli altri, difendere il diritto alla verità e aprire nuovi spazi di libertà.
VITO LAZAZZARA, CASTELLANO DELL’ANNO 2026
Il titolo è stato attribuito a Vito Lazazzara per l’esemplare e costante impegno civile svolto con discrezione, competenza e autentico spirito di servizio. Presidente dal novembre 2011 della sezione locale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Lazazzara ha rappresentato un punto di riferimento per il volontariato cittadino, collaborando con l’Amministrazione comunale, le Forze dell’Ordine e le associazioni del territorio.
La motivazione ha richiamato la sua presenza nei mercati, nelle manifestazioni, nelle emergenze e nelle iniziative civiche, insieme al contributo dato alla nascita e allo sviluppo di una sede condivisa del volontariato. Il premio ha riconosciuto anche il lavoro della squadra che Lazazzara ha saputo guidare: una rete fondata sulla fiducia, sulla cooperazione e sulla responsabilità condivisa. È stato inoltre ricordato l’impegno culturale che ha valorizzato la Casa del Volontariato attraverso le opere di Adelaide Eurich, rafforzando il legame con la città gemellata di Bad Salzschlirf.
LA MENZIONE SPECIALE AD ALBERTO CAPOLUNGO
La prima menzione speciale è stata conferita ad Alberto Capolungo, tra i fondatori e presidente dell’Associazione Vittime della Uno Bianca, per avere trasformato una ferita personale in testimonianza pubblica, educazione alla legalità e impegno democratico. Suo padre Pietro, carabiniere in pensione, fu assassinato il 2 maggio 1991 insieme a Licia Ansaloni nell’armeria di via Volturno a Bologna. Quella stagione criminale, tra il 1987 e il 1994, causò 23 vittime e oltre cento feriti.
Nel corso della cerimonia è stato sottolineato il lavoro svolto da Capolungo nelle scuole e nelle iniziative pubbliche, anche attraverso il progetto “Uno Bianca per chi l’ha vista” e il protocollo con l’Assemblea legislativa. È stata ricordata anche la testimonianza resa il 9 maggio 2026 in Senato, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La menzione ha riconosciuto la sua instancabile opera nel custodire la memoria delle vittime e nel chiedere verità, giustizia e trasparenza, perché nessuna vittima fosse lasciata sola e nessuna verità venisse consegnata all’oblio.
LA MENZIONE SPECIALE AL TEAM “NO PROBLEM!”
La seconda menzione speciale è stata assegnata a Gabriella Baldazzi, Claudia Marzocchi, Marilena Villani, Marina Peppi, Wilma Castellari e Solima Lelli, le sei donne che il 14 settembre 1986 parteciparono alla Carrera a bordo della vettura rossa “No Problem!”. A quarant’anni da quel debutto, la Città ne ha celebrato il coraggio e la derteminazione: con la loro scelta infransero un confine fino ad allora considerato maschile e aprirono uno spazio nuovo di libertà e parità di genere.
La loro esperienza ha rappresentato la radice della Carrera Rosa, nata nel 2006 e giunta nel 2026 al ventesimo anniversario. Il riconoscimento ha legato simbolicamente tre passaggi della storia delle donne: gli ottant’anni dal primo voto femminile del 1946, il debutto del Team “No Problem!” nel 1986 e i vent’anni della Carrera Rosa. Le mostre allestite all’ex Stazione delle Corriere e nella sala espositiva del Cassero hanno accompagnato l’omaggio della città alle pioniere dello sport castellano.
«Questa sera abbiamo premiato persone che, in modi diversi, hanno reso più forte la nostra comunità. Vito Lazazzara, presidente della sezione di Castel San Pietro Terme dell’Associazione Nazionale Carabinieri, ci ha mostrato il valore di un impegno quotidiano che non cerca visibilità e che diventa ancora più prezioso quando sa costruire una squadra. Alberto Capolungo ha trasformato il dolore in una battaglia civile per la memoria, la verità e la giustizia, ricordandoci che le vittime non possono essere lasciate sole. Le donne del Team “No Problem!” hanno avuto il coraggio di entrare in uno spazio che sembrava riservato agli uomini, aprendolo alle generazioni venute dopo. Sono storie diverse, ma ci consegnano lo stesso messaggio: una città cambia quando qualcuno sceglie di esserci, di non voltarsi dall’altra parte e di aprire una strada anche per gli altri. È questo il valore che abbiamo voluto riconoscere ed è questa la comunità che vogliamo continuare a costruire insieme», ha dichiarato la Sindaca Francesca Marchetti.