Imola, convegno ATUSS sull’inclusione scolastica: al via un Protocollo Operativo fra NCI, AUSL, ASP

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Un modello integrato per la presa in carico degli alunni con disabilità, tra innovazione pedagogica, coordinamento territoriale e strumenti di monitoraggio condivisi

Data:

27 marzo 2026

Imola, convegno ATUSS sull’inclusione scolastica: al via un Protocollo Operativo fra NCI, AUSL, ASP
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Si è svolto il 24 marzo a Imola il convegno dedicato al progetto “Un nuovo modello di intervento per l’assistenza agli alunni con disabilità 2024–2026”, promosso nell’ambito dell’ATUSS del Nuovo Circondario Imolese e finanziato con risorse del Programma regionale FSE+ 2021–2027.

L’iniziativa, che ha visto un’ampia partecipazione di amministratori, operatori scolastici, servizi sanitari e sociali, ha rappresentato un momento di restituzione del percorso avviato e di confronto sulle prospettive di sviluppo di un sistema territoriale sempre più integrato e orientato all’inclusione.

Nel corso del convegno sono state presentate le principali evidenze emerse dal lavoro di analisi dei processi, svolto dal 2024 al 2025 con la costituzione di un gruppo di esperti coordinati dalla società Poleis, a partire dalla ricostruzione del percorso che conduce dalla certificazione della disabilità all’erogazione dei servizi educativi. Tra i principali elementi emersi, la necessità di rafforzare il coordinamento tra scuola, enti locali e servizi sanitari e sociali, di migliorare la disponibilità e la condivisione dei dati e di sviluppare modelli più flessibili e appropriati rispetto ai bisogni individuali degli alunni.

Particolare attenzione è stata dedicata all’opportunità di rinnovare i modelli di intervento pedagogico, grazie all’intervento della Prof.ssa di UniBo Sandri, attraverso la previsione di ruolo nuovo degli educatori e dei coordinatori pedagogici anche nella relazione con le famiglie ed il tessuto sociale.

Dopo la presentazione degli esiti del lavoro svolto, il convegno è stato l’occasione per presentare i contenuti dell’Accordo operativo tra Nuovo Circondario Imolese, AUSL di Imola, ASP Circondario Imolese e istituzioni scolastiche, finalizzato a rafforzare il coordinamento tra i diversi sistemi coinvolti e a sviluppare modelli innovativi di presa in carico e di risposta ai bisogni educativi.

L’accordo operativo verrà sottoscritto entro Aprile da tutti gli Enti e consentirà di attivare una cabina di regia ristretta per affrontare i temi emersi dall’analisi e per sperimentare negli istituti comprensivi nuovi modelli di intervento. Si provvederà inoltre ad attuare le linee di indirizzo emerse, tra cui il rafforzamento della rete tecnica territoriale, la definizione di indicatori condivisi e lo sviluppo di strumenti di monitoraggio e valutazione della qualità degli interventi, con l’obiettivo di consolidare un modello strutturale e replicabile di inclusione scolastica.

L’Assessora alla scuola della Regione Emilia-Romagna Isabella Conti ha evidenziato l’importanza strategica del lavoro svolto sul territorio imolese ed ha annunciato il pieno sostegno della Regione nel lavoro che si attiverà con la costituzione della cabina di regia al fine di condividere l’esperienza ed il modello imola su tutto il territorio regionale.

"Il percorso avviato con questo progetto rappresenta un passaggio strategico per il nostro territorio – dichiarano la Vicepresidente del Nuovo Circondario Imolese Francesca Marchetti e l’Assessora del Comune di Imola Gianna Gambetti –.In questi anni, anche grazie alle risorse europee, abbiamo costruito una base solida di analisi, ascolto e confronto che oggi ci consente di compiere un salto di qualità: passare da rafforzare e rilanciare un modello realmente integrato, capace di tenere insieme scuola, sociale, sanitario, extrascolastico e di mettere al centro il progetto di vita dei bambini e delle bambine con disabilità. Questo lavoro ci restituisce ciò che siamo oggi, ma soprattutto di ciò che possiamo diventare insieme. Ci consegna anche una direzione molto concreta: rafforzare il coordinamento, costruire una governance stabile, investire sulle competenze pedagogiche, creare luoghi di confronto veri tra tutti gli attori del sistema. Perché non esiste inclusione senza comunità. Perché, come ci insegna la pedagogia inclusiva, non si include una persona adattandola al sistema, ma trasformando il sistema perché quella persona possa esserci. I bisogni stanno cambiando, stanno crescendo e diventano sempre più complessi. La sfida è quella dell’appropriatezza e della personalizzazione degli interventi: non risposte standard, ma percorsi costruiti sui bisogni reali, a partire da una lettura condivisa tra scuola, servizi sanitari, enti locali e famiglie. L’Accordo operativo rappresenta uno strumento fondamentale per dare stabilità a questa collaborazione, rafforzare la governance territoriale e sostenere un percorso di innovazione delle politiche inclusive. L’obiettivo è quello di costruire un sistema capace non solo di rispondere ai bisogni, ma di accompagnarli e trasformarli in possibilità, rendendo il nostro territorio un punto di riferimento sulle politiche di inclusione a livello regionale.”

Ultimo aggiornamento: 27/03/2026, 10:20

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